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CARMEN TARANTOLA

Nome: Carmen
Cognome: Tarantola
Data di nascita: 1912
Luogo di nascita: -
Professione: Libraia ambulante
Data dell'intervista: 1 settembre 1999
Luogo dell'intervista: Montereggio, Mulazzo (MS)
Durata dell'intervista: 1 ora circa
Intervistatore: Mario Pegollo
Trascrittore: Marcello Paolocci
Supporto: Minidisc
Dove Ë conservato l'originale: Comune di Mulazzo

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†Un estratto dell'intervista a CARMEN TARANTOLA

Dei bisnonni non mi ricordo, i nonni me li ricordo. Loro da giovani, dopo essersi sposati, andavano in giro con il carretto e con il cavallo perchè allora era cosÏ il libraio. Mi ricordo che mio papà ha girato tutto il Piemonte con loro e hanno girato quasi tutta l’Italia settentrionale. D’inverno però venivano a casa, a novembre venivano a casa e ci stavano per tutto il mese perchè c’erano le castagne, c’era il maiale, allora c’era più gente e c’era più roba. Mio papà poi ha continuato questo lavoro; quando si è sposato con mia mamma, mia mamma è nata a Castiglione delle Stiviere però anche lei era in giro con i genitori con il carretto e i cavalli, poi si sono ritirati qui e mia mamma ha vissuto qui fino a sedici anni poi ha preso ed è andata a Milano, il nonno ha messo su una libreria in Via Torino; allora c’erano già cinque figli, ha preso una casa, una villetta in via Pasquale Sottocorno e lì a portato tutta la famiglia; mia mamma è stata lì da sedici anni in poi, poi a vent’anni si è sposata con mio papà e allora han preso e messo su un banco di libri a Porta Venezia, dove una volta c’era il confine della città; sono sempre stati in questa città. Un giorno, io avevo undici anni, mia mamma aveva una sorella che faceva i mercati a Vigevano, Mortara in quei posti, mia mamma lavorava poco a Milano perchÈ un banchettino non è che tirasse molto, han tirato avanti come han potuto. Sua sorella allora le ha detto: Ida perchè non vieni da me a Vigevano a fare il mercato, vieni che è buono. Una mattina, un sabato mattina, mia mamma ha comprato dieci volumi della Ca-sa Editrice Bario. Siamo arrivati a Vigevano e non avevevamo il posto, allora non c’era il posto fisso, chi arrivava, allora il vicino che c’aveva tutto il muro del Duomo di Vigevano tutto pieno di quadri, ha tolto un quadro, ci ha dato due cavalletti e un asse e da lÏ abbiamo messo su un metro quadrato giusto di libri. Quando è stata la fine abbiamo venduto metà libri, abbiamo preso i nostri soldi e ce ne sono avanzati altri metà. Abbiamo continuato io e mia mamma per un po’ di tempo, poi mio papà, il sabato chiudeva a Milano e andava lui con mia mamma perchè io dovevo andare a scuola, ero ancora piccola. Per farla corta, siamo arrivati a venti metri di banco, dieci davanti e dieci dietro. A un certo punto sono tornata anch’io ad aiutarla, poi mi sono sposata e quando ho avuto dei figli ci andava lui, quando era libero di servizio. CosÏ abbiamo fatto fino al 1985.