::.interviste ai librai.::
FERRUCCIO BARDOTTI

Nome: Ferruccio
Cognome: Bardotti
Data di nascita: -
Luogo di nascita: -
Professione: -
Data dell'intervista: 19 agosto 1999
Luogo dell'intervista: Parana, Mulazzo (MS)
Durata dell'intervista: 1 ora circa
Intervistatore: Mario Pegollo
Trascrittore: Marcello Paolocci
Supporto: Minidisc
Dove è conservato l'originale: Comune di Mulazzo
†Un estratto dell'intervista a FERRUCCIO BARDOTTI

Molte città del centro nord: Torino, Milano, Genova, Bergamo, Venezia, Bolzano, Piacenza hanno tutte un libraio montereggino. Il commercio del libro dei montereggini si è fermato in Italia invece quello di Parana è andato all’estero; quindi noi abbiamo perso il contatto con le nostre radici, loro le hanno conservate.
Ricordo che c’erano i Fogola di Pisa, loro, siccome Pisa è sede universitaria quindi di professori, di solito i professori universitari non si sposano mai, si accoppiano con la donna di servizio, quando muoiono, queste povere donne vendono tutto. Loro andavano, guardavano gli avvisi, morto il professor tale, si presentavano alla porta dicevano me li vende questi libri che tanto lei cosa se ne fa, e se li facevano rimettere a posto, rilegare, pulire ecc. e diventavano dei libri rarissimi e quindi carissimi; questo lo facevano i Fogola di Pisa e anche altri penso; erano tutte furberie, astuzie e riuscivano ad avere questi libri rari che non si trovavano dalle altre parti.
All’inizio, quando c’erano ancora gli ambulanti, per rifornirsi di libri andavano a Mila-no. Qui alla Piana, da mio nonno, veniva Angelo Bietti, l’editore di Milano; mia madre mi ricordava che suo padre aveva fatto tappezzare con la carta tutta la casa e che questo Angelo Bietti gli aveva insegnato a fare il risotto alla milanese con lo zafferano; perchè venivano, gli editori li seguivano perchè era gente che acquistava, sìÏ, Angelo Bietti è stato alla Piana e allora era un grosso editore.
I librai erano molto stimati dagli editori perchè erano dei grandi venditori quindi erano dei clienti favolosi per l’editore e li andavano a cercare insomma; è come adesso, Bancarella, bello o brutto vende centomila copie.
A Parana non erano però tutti librai, prima erano pastori poi piano piano quando han dovuto andare fuori sono andati all’accattonaggio poi piano piano con quello che raccoglievano hanno messo su una piccola attività, chi vendeva i libri, chi vendeva le pietre, chi vendeva le chincaglierie ecc.
Prima della guerra a Parana ci saranno state duecento o trecento persone, le famiglie le lasciavano qui, quindi facevano l’allevamento del bestiame, pecore, capre qualche mucca, maiali, il maiale era una ricchezza per una famiglia, chi aveva il maiale era un signore; da servi sono diventati autonomi, uomini liberi.